Perlustrazione al Monte dei Buoi

23076Ecco il post ufficiale per il sopralluogo di domenica 16 dicembre.

Il giro in programma segue grossomodo l’andata di questo itinerario segnalato su SentieriNatura.

Il Bollettino Valanghe n° 7 prevede un pericolo medio (livello 3, marcato) per Domenica, ma la Casera, situata a quota 1723, rientra ancora nella fascia boschiva per cui tutta la nostra escursione dovrebbe essere al riparo dai fenomeni valanghivi. Propongo un ritrovo per le 7.00 considerando le due ore di strada ed il fatto che dovremo soffermarci in Casera il tempo necessario per la prova fuochi…

Meteo piuttosto discordanti:
IlMeteo.itnebbia fitta

TempoItalia prevede quasi sereno

3bMeteoparzialmente nuvoloso

Osmer pure abbastanza ottimista

Non ci si sono purtroppo webcams in zona. Ce n’è una a Ovaro e una a Comeglians, sul percorso. La più vicina è quella di Sappada, che tuttavia sta 400m più in alto…

50° cavrada: che fare?

Dopo lo stillicidio di defezioni siam rimasti in pochetti ma non tutto è perduto, per domani 27 dicembre il meteo dà cielo sereno. Il Tinisa, prima scelta, lo escluderei. A parte il veto di qualcuno (…), la sua ascensione per cengette erbose spioventi e passaggi rocciosi in cresta potrebbe presentare qualche problema, perchè se la neve manca ben non manca el jazo! Anche l’ascensione per l’ombroso versante Nord non è il massimo per i reumi delle ormai senili cavrette!

La mia proposta:

Casere Pramosio ed (eventualmente) Creta di Timau:

Si sale fino a Casera Pramosio Bassa con l’auto (m. 1521) e da qui si percorre una carrareccia fino a Casera Pramosio Alta, affacciata sul lago glaciale di Avostanis (m. 1940). Fin qua il dislivello è inferiore al Monte Nevoso… volendo e/o potendo si può poi proseguire sulla Creta di Timau (m. 2217) via agevole sentiero (solo un cavetto prima della cima, tipo Nanos). Qui l’itinerario: per la vetta danno circa 3h e un dislivello di 730 m, però aggiungono una deviazione per il Passo Pramosio, ovviabile: Il dislivello dovrebbe quindi essere inferiore ai 700 per 2h e 30′, sempre se si fa la Cima. Qui il percorso in versione ciaspolada ma c’è poco da illudersi, la neve è molto inferiore e l’utilizzo della ciaspe forse superfluo persino per la vetta, ecco una Webcam sul Monte Zoufplan – quota 2000m a pochi km di distanza da Casera Pramosio – sono visibili le zolle d’erba attraverso il manto nevoso… in qualunque caso c’è un noleggio di ciaspe a Tolmezzo, appena usciti dall’autostrada, alla bisogna…
CARTINA:
imagebam.com

WE 2-3 luglio 2011 – Alta Badia

Aperte le iscrizioni per la 44° cavrada: finalmente DOLOMITI!

I dettagli del giro li trovate nella sezione “giri da fare”, precisamente qui.

Giro del Kreuzkofel / Sasso della Croce. Se anteporre la vetta al 1° giorno (giro antiorario) o posticiparla al 2° (giro orario), lo decideremo all’ultimo, a seconda del meteo. (Webcam)

Le tariffe del rifugio Lavarella le trovate qui (20,5 € il pernottamento in camerata).

Svinjak

Meteo permettendo, la prossima domenica s’inaugura la grande stagione cavresca 2011, basta nuggets!

Finalmente un monte vero! Anche se in verità è più basso del Nevoso e solo una decina di metri più alto del Matajur (1653m), la prominenza aguzza dello Svinjak gli è valsa il soprannome di “Cervino di Bovec“. Un picco di tutto rispetto ma “segato” quel tanto alla base da renderlo praticabile anche in una stagione in cui l’alta quota è ancora prigioniera dell’innevamento diffuso (perdipiù in scioglimento e quindi “valanghivo”).

Si parte dall’abitato di Kal – Koritnica nella conca di Bovec e poi dritti su fino alla vetta senza possibilità di sbagliare, per 1193 m di dislivello. La segnaletica locale stima 2h e 30′ di cammino, Hribi.net dice 3h. Ad ogni modo trattasi di “LIVELLO CHUBE“, difficoltà contenuta ma di buon impegno fisico.

L’ultimo tratto è moderatamente esposto in quanto il sentiero s’inerpica su per il pendio erboso sommitale:

WEBCAM 1WEBCAM 2

REPORT Cavrada n° 40: “invernale” in Val Feròn

Casera Feròn

5 dicembre 2010

FEATURING SANDRIN, CHUBE, ERIKA & LORENZO

SOPRALLUOGO PRO CAPODANNO

Cliccare sulla mappa due volte per ingrandire

Ecco, con un po’ di ritardo, il report del primo sopralluogo per Capodanno a Casera Feròn nell’omonima valle (sarebbe bello inserire anche quelli successivi a Casera Podestine, Casera Presoldon e Casera Nauleni). Trattavasi di semplice livello Chubino, 488m di dislivello per 8,2 km di distanza tra andata e ritorno, per metà su carrareccia e per l’altra su sentiero facile… ma gli oltre 80cm di neve hanno reso più ardua l’impresa elevandola al rango di “Cavrada” ufficiale ma anche escludendone – a parità di condizioni climatiche – una ripetizione in regime di sovraccarico capodannesco… c’è da dire però che il livello della neve è sceso notevolmente nel frattempo (in zona, mentre questo articolo viene scritto, inizia appena a 800m di quota… raggiungendo i 50cm solo a 1800m, da tenere d’occhio bollettino nivo-meteo e webcam a Claut).

Partenza (a “canguretto” causa fotomania compulsiva) dal ponte sul torrente Ferron (m 504), sulla S.S. 251 tra Cellino di sopra ed il bivio per Clàut, alle ore 10.15 circa (vari discorsi sull’emancipazione femminile e corsi di “perfezionamento” ci distraevano più volte dall’individuare il punto esatto…). Come previsto il percorso iniziava in assoluta tranquillità su facile sterrato (le uniche subdole preoccupazioni erano quelle rivolte a qualche stalattite di ghiaccio dai più pavidi… mentre altri si ipnotizzavano nel fotografarne le conformazioni).

Una parte della banda si attardava in scatti melensi mentre la valle andava via via aprendosi, sovvraccarica di neve, al proseguire del cammino sotto l’imperturbabile sguardo dei contrafforti della Pala Giuliana. Dopo un po’ si presentava un guado (ovviamente occasione per perdere tempo con foto in pose varie) non in grado di impensierire i Nostri (impensieriti invece dagli odori dei caprioli…), così come la strada seguitava ad essere bella ampia e dalla moderata pendenza.

Dopo un secondo e ancor più semplice attraversamento del ruscello la strada diventava però un sentiero viepiù erto, suscitando l’insofferenza di parte della spedizione, causa anche i continui sprofondamenti… Diversi passaggi angusti sul greto del torrente iniziavano a compromettere la soluzione di un trasporto via slitta (bob in realtà..) delle vettovaglie (che in verità sta andando per l’esclusione definitiva alla luce dei successivi sopralluoghi…).

Dopo una salita faticosetta (con la neve) Le Cavre approdavano nella faggeta che copre Sella Feròn (993m), mentre il livello della neve continuava a salire, ispirando i gitanti a dare del loro meglio… Ma così come il cielo si apriva sulle nostre teste, anche il bosco andava diradandosi scoprendo alla vista il Monte Frugna e, in lontananza, il maestoso Col Nudo. Dopo un po’ si apriva una radura in mezzo alla quale compariva l’agognata Casera (dopo due ore di marcia “con la fiacca”) inatteso ricettacolo di unni metallari

Dopo un po’ di meritato riposo e varie attività più o meno ludiche come il lancio dello zaino, misteriosi balletti, foto estenuanti di gruppo, ed un simpatico e articolato corso di stupro – in coppia e di gruppo – che tuttavia suscitava l’allegria della vittima… salvo poi scoprire il nuovo elemento della tavola periodica conosciuto come Veodio… Dopo tali amene attività insomma, ci si accingeva a visitare l’interno della casera, che constava pure di un secondo vano con ulteriore sparghert e quattro brandine. Il piano superiore disponeva di alcuni materassi di gommapiuma ma si rivelava infestato di loschi figuri mascherati

Si provava ad accendere un fuocherello per testare il camino, scoprendo tragicamente che non tirava causa tappo di neve, ma almeno scaldava, anche le superfici più dispersive… dopo aver dato il nostro meglio, come al solito, apponevamo il nostro marchio sul registro della casera con un pezzo di carbone

Era tempo di andare e la fin troppo allegra accolita si metteva in marcia, chi aveva le ciaspole le usava, mentre altri preferivano la tecnica del ruzzolo libero, o quella del paiazzo indomito. E così, tra sguardi d’odio all’ennesima fotografia, corsette per il sentiero, foto foto e ancora foto si raggiungeva al fine la macchina.

Sopralluogo pro Capodanno con le Cavre vol.2

Salve a tutti, cavrette e cavrutti… dopo lungo iato cagionato da un anno meteorologicamente catastrofico La voce delle Cavre torna a farvi compagnia (mi suona meglio di “LE CAVRE BlogNEWS” che dite?). Sembrerebbe che la prossima domenica, 5 dicembre, sarà la prima del corrente anno ad essere dotata di un raggio di Sole… quale occasione migliore per eseguire il tanto rimandato sopralluogo in vista del Capodanno vol.2 delle Cavre? In verità vi dico che sabato 4 il tempo sarebbe anche meglio, ma lavorativamente parlando non so come siamo messi… al sopralluogo sono invitati anche coloro che non intendono presenziare all’evento futuro!

Orsù dite la vostra, intanto io propongo due mete, una easy e una strong:

Rispolverando le proposte dello scorso anno per l’opzione facile si pensava a Casera Presoldon, vicino a Tolmezzo, alle falde del Monte Verzegnis…

WEBCAM TOLMEZZO

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Per l’opzione strong invece propongo Casera Goriuda in Val Raccolana.

2h di camminata per 700m di dislivello da “Pian della Sega” (…un luogo ricco di attività…) oppure 500m da Sella Nevea… l’altitudine, di 1404m, è di poco superiore a quella di casera Presoldon.

WEBCAM SELLA NEVEA

Tris delle Tofane

——- Man mano che ci avviciniamo al momento fatidico della “Big Cavrada” dell’anno le date s’incasinano viepiù… e per incasinare ancor di più la situazione aggiungo l’ultima idea concepita ancora a giugno…

La Tofana di Rozes, top10 fra le Dolomiti sia per altezza che per imponenza della parete Sud, immancabile punto di riferimento nei panorami in cresta (se tutto è incerto per via dell’angolazione della visuale, la Tofana è sempre inconfondibile con la sua cupola quasi sempre “sbiancata”), fu il primo “3000” insaccato dalle Cavre sei anni fa (e la terza vetta conquistata, dopo Monte Sernio e Montasio)… all’epoca l’itinerario fu un complesso ma efficace “ghirigoro” studiato per evitare ogni possibile ferrata, persino quella brevissima della Scala del Menighel… l’assenza di attrezzatura e un ingenuo timore reverenziale ci allontanavano da questi artefatti pur sempre turistici: vera e propria “preistoria” delle Cavre! Già l’anno dopo incominciò “l’età del ferro” (su Pale e Canin) che si consolidò nel 2006 col tris di ferrate sul Civetta. Oggi, in piena Era “Normale” ci riproproniamo di tornare in loco sviscerando però ogni ferrata possibile in zona!

L’itinerario ideale che abbracerebbe tutte e tre le Tofane si articolerebbe in due notti:

1° giorno: Partenza dal Rif. Dibona (2083m – raggiungibile in auto pagando però una salata gabella: 10 euri!), poi – districandosi per la selva di sentieri ai piedi della Tofana (in sequenza: 403 – 442 – 404… 06 per chi chiama da fuori Roma) – si raggiunge il Castelletto imboccando l’omonima galleria, inizio della Ferrata Lipella che si percorre fino alla vetta. Si scende per “la normale” (quella fatta 6 anni fa) fino al Rif. Giussani dove si pernotterà (proprio come 6 anni fa!). Ufficialmente 1150m di dislivello, ma bisogna considerare che la prima parte della ferrata Lipella fino alle Tre Dita è un continuo saliscendi! Tempo stimato: circa 6 ore e 1/2.

2° giorno: Si discende il sentiero n. 403, imboccando nel tornante successivo all’ex- Rifugio Cantore la strada di accesso a Punta Anna. Da qui si inforcherà l’aereo sentiero attrezzato Olivieri fino al Bus della Tofana (che non è un bus navetta! bon ok, non fa rider…) e da questo la ferrata Tofana di Mezzo fino alla cima omomina – 3244m (vetta n. 3 delle Dolomiti dopo Marmolada e Antelao, ma purtroppo devastata da una funivia e da un… Ristorante in cima!) . Infine si percorre la facile Ferrata del Formenton fino alla 3° Tofana (di Dentro – 3238m, quasi un’anticima di quella di Mezzo) scendendo poi alla Baracca degli Alpini (2922m) dove si passerà l’ultima notte. Circa 900m di dislivello, anche qui però il percorso è soggetto a saliscendi in cresta solo in parte calcolato… Tempo stimato: 6 ore.

3° giorno: “Passeggiata” conclusiva senza grandi dislivelli ma costantemente esposti su panorami enormi. Si scende infatti fino a a raggiungere il sentiero n. 407 che si percorre fino all’inizio del Vallon di Ra Ola dove s’imbocca la lunga Cengia Paolina che percorre un grande cornicione costantemente affacciato sulla profonda Val Travenanzes fino a raggiungere di nuovo il Rif. Giussani / Forcella Fontananegra, dal quale si ridiscenderà comodamente al Dibona disegnando così una specie di “Otto” oblungo sulla cartina. Difficile calcolare sulla carta il dislivello che ufficialmente è di 500m ma che il notevole saliscendi di “cengia” amplia considerevolmente. Anche qui circa 7 ore di marcia previste… ma estremamente suggestive!

Complessivamente il livello rientra nel Superchube, diciamo un Superchube dal volto umano…. (che bella metafora…), in quanto i dislivelli sono si importanti, ma abbordabili… oltretutto diminuiscono di giorno in giorno all’aumentare della stanchezza accumulata. Le ferrate sono molto esposte (specie nel 2° giorno) ma assicurate a dovere si da renderle tecnicamente di media difficoltà…

L’itinerario si può spezzare anche in due tronconi di un giorno l’uno: Ferrata Lipella andata e ritorno dal Dibona ( 7.30 – 8 h circa) e ferrata Punta Anna/Ferrata Olivieri/Formenton dal Rifugio Pomedes (raggiungibile con funivia dal Ristorante Pietofana).

WEBCAMMETEO

P.S. Non sarebbe male se nei commenti si inserisse le giornate “disponibili” di ognuno anche solo per la Marmolada (per me ok tutte tranne i lunedì 9 e 16 ed il 17 agosto).

Jalovec dalla Val Trenta

Alternativa relativamente più vicina (chilometricamente ma non nei tempi di percorrenza) e relativamente più facile (siamo su un Chube Più sostenuto…ma siamo anche nelle Alpi Giulie…) nonchè progetto rimandato sin dalla creazione del sito, El Gialuz ci aspetta dopo averlo rimirato diverse volte: dal Triglav, dal Mangart, dal Jof Fuart, dal Passo degli Scalini, dal Predil

1° GIORNO: Dopo aver percorso in macchina tutto, ma proprio tutto, l’Isonzo (dal Lisert fino a Bovec fin su per la Val Trenta fino al rifugio Koča ob Izviru Soče… d’altronde l’Isonzo nasce ufficialmente sul Jalovec…) arriviamo presso la località “Flori” (962m) dove si lascia l’auto. Da qui si sale direttamente fino al Zavetišče pod Špičkom (2064m) dove si pernotta. 1100m di dislivello per 3 ore e 1/2 di marcia (hribi.net).

2° GIORNO: Si attacca direttamente la vetta del Jalovec da Sud per via parzialmente attrezzata (2 ore e 1/2 dal Zavetišče). La discesa presenta due opzioni: o si discende direttamente alla Jalovska Skrbina (2126m) e da qui fino alla macchina a Flori, oppure si percorre tutta la cresta del Jalovec fino a Kotovo Sedlo (2138m) per poi raggiungere con più ampio giro Jalovska Skrbina. La prima opzione presenta un dislivello di circa 600-650m, la seconda ne aggiungerebbe 200-250…

P.S. Dalle parti di Kotovo Sedlo hanno costruito recentemente un avveniristico bivacco stile “Base Luna” che indurrebbe a intraprendere tutt’altro percorso da Nord, dalle Valle Tamar (che s’imbocca subito dopo il valico di Fusine-Rateče – nella mappa sottostante si percorrebbe il sentiero che sale da N per l’area denominata “M. Kot”), con sensibile risparmio di dislivello e tempo (150m e mezz’ora in meno il primo giorno). Il problema è che il bivacco (che non sappiamo se sia munito di chiavi o meno) può ospitare solo 4 persone…

Tutto il percorso è fattibile in giornata stile “Tour de force” proprio da Nord, dal suddetto percorso, con un dislvello di 1537m per 5 ore e 1/2 (comunque inferiore al Mangart dai Laghi, per capirci, che era di 1700m…)

WEBCAM (Lussari con Mangart sullo sfondo, quando visibile)

METEO

MAPPA:

imagebam.com

Prima che le cavre vadano in vacanza…

Eccoci qua, la cavra bubez sta accrescendo le sue competenze e, per una volta, prende il posto dell’impegnata cavra filli e propone un itinerario (concordato però in precedenza con lorenz).

Date della spedizione: sabato 10 – domenica 11 luglio

Luogo: Monte Popera (3046 m, Dolomiti di Sesto)

S.D.C. (Scala di Difficoltà Cavresca): Superchube

Descrizione dell’itinerario

1.Giorno

Si parcheggia (a pagamento!maledetti tedeschi…) in Val Fiscalina, nei pressi del Rifugio P. Fiscalina / Fischleinbodenhütte (1454 m). Da qui si risale la Val Fiscalina fino al Rifugio Zsigmondy – Comici (2224 m). Si segue quindi il sentiero che sale a Forcella Croda dei Toni (2524 m) e poi, per il sentiero 107, si raggiunge il bivacco De Toni (2578 m). Dislivello circa 1100 m, 4.30 ore circa.

2.Giorno

Dal bivacco si prosegue lungo il sentiero 107 ( scendi ‘bastanza in zo,fin circa quota 2000…), passando per Forcella Maria e raggiungendo poi il Rifugio Carducci (2297 m). Da qui si sale a Forcella Giralba (2431 m) (era un pezzo del percorso della LUT!!!) e si svolta verso destra, seguendo le indicazioni per la Strada degli Alpini. Dopodichè “si segue per un ventina di minuti questo sentiero per poi abbandonarlo inoltrandosi verso la Busa di Dentro. Senza difficoltà su ghiaione si giunge al nevaio poi si prosegue sul ghiaione (molto ripido) che verso sinistra (nord) risale quasi totalmente la Busa di Dentro. Seguendo gli ometti si giunge quindi alla rampetta di rocce lunga una cinquantina di metri che è il passaggio meno facile. A destra della rampa c’è un canalino che può essere salito ma le ghiaie mobili consigliano la salita per la paretina e quando si giunge alla fine di questa si prosegue per l’evidente e facile traccia (gradoni rocciosi ma facili) che ci porta verso la cresta del Popera. La si segue verso destra (sud) e si arriva alla croce di vetta” (www.montagnaforum.com). Dalla vetta bisogna scendere nuovamente al sentiero 101, la famosa Strada degli Alpini, che si può seguire fino al bivio con il sentiero 124. Quest’ultimo poi ci condurrà nuovamente al Rifugio Fiscalina. L’alternativa, più breve ma meno spettacolare, è, raggiunto sempre il sentiero 101, seguirlo fino al Rifugio Zsigmondy – Comici (2224 m) e poi percorrere a ritroso il sentiero del giorno precedente fino al parcheggio. Dislivello circa 1200 m, per circa (ma molto circa) 7 ore di cammino.

PREVISIONI METEO

WEBCAM

Hasta pronto!

Cavrada last minute!!!

Allora, aproffittando dell’assenza di nevicate recenti in regione (webcam sul Lussari per quanto riguarda le Giulie e a Cimolais [vista parziale sulla Cima dei Preti a sx] per il settore occidentale) propongo una cavrada in velocità (nella scelta) ma in grande stile, ovvero con bivacco tra sabato e domenica.

Il percorso e quindi la difficoltà dipende dalle adesioni. Ne abbiamo per tutti i gusti da un buon Superchube alpinistico vicino al Duranno (Cima Laste quota 2555 con pernottamento al bivacco Casera Laghet di sopra per esempio) oppure facili ma suggestivi livelli Chube in zona Montasio (Due Pizzi, Jof di Miezegnot)…  uniche tare che vi sottopongo è la partenza alle 16.00 da S. Giacomo – causa impegni lavorativi – oppure 16.10 spiazzo camionale o piazza oberdan (meglio la prima per risparmiare tempo) quindi con arrivo in bivacco quasi al calar delle tenebre… scrivete, chiamate(mi)!