Perlustrazione al Monte dei Buoi

23076Ecco il post ufficiale per il sopralluogo di domenica 16 dicembre.

Il giro in programma segue grossomodo l’andata di questo itinerario segnalato su SentieriNatura.

Il Bollettino Valanghe n° 7 prevede un pericolo medio (livello 3, marcato) per Domenica, ma la Casera, situata a quota 1723, rientra ancora nella fascia boschiva per cui tutta la nostra escursione dovrebbe essere al riparo dai fenomeni valanghivi. Propongo un ritrovo per le 7.00 considerando le due ore di strada ed il fatto che dovremo soffermarci in Casera il tempo necessario per la prova fuochi…

Meteo piuttosto discordanti:
IlMeteo.itnebbia fitta

TempoItalia prevede quasi sereno

3bMeteoparzialmente nuvoloso

Osmer pure abbastanza ottimista

Non ci si sono purtroppo webcams in zona. Ce n’è una a Ovaro e una a Comeglians, sul percorso. La più vicina è quella di Sappada, che tuttavia sta 400m più in alto…

Tris delle Tofane

——- Man mano che ci avviciniamo al momento fatidico della “Big Cavrada” dell’anno le date s’incasinano viepiù… e per incasinare ancor di più la situazione aggiungo l’ultima idea concepita ancora a giugno…

La Tofana di Rozes, top10 fra le Dolomiti sia per altezza che per imponenza della parete Sud, immancabile punto di riferimento nei panorami in cresta (se tutto è incerto per via dell’angolazione della visuale, la Tofana è sempre inconfondibile con la sua cupola quasi sempre “sbiancata”), fu il primo “3000” insaccato dalle Cavre sei anni fa (e la terza vetta conquistata, dopo Monte Sernio e Montasio)… all’epoca l’itinerario fu un complesso ma efficace “ghirigoro” studiato per evitare ogni possibile ferrata, persino quella brevissima della Scala del Menighel… l’assenza di attrezzatura e un ingenuo timore reverenziale ci allontanavano da questi artefatti pur sempre turistici: vera e propria “preistoria” delle Cavre! Già l’anno dopo incominciò “l’età del ferro” (su Pale e Canin) che si consolidò nel 2006 col tris di ferrate sul Civetta. Oggi, in piena Era “Normale” ci riproproniamo di tornare in loco sviscerando però ogni ferrata possibile in zona!

L’itinerario ideale che abbracerebbe tutte e tre le Tofane si articolerebbe in due notti:

1° giorno: Partenza dal Rif. Dibona (2083m – raggiungibile in auto pagando però una salata gabella: 10 euri!), poi – districandosi per la selva di sentieri ai piedi della Tofana (in sequenza: 403 – 442 – 404… 06 per chi chiama da fuori Roma) – si raggiunge il Castelletto imboccando l’omonima galleria, inizio della Ferrata Lipella che si percorre fino alla vetta. Si scende per “la normale” (quella fatta 6 anni fa) fino al Rif. Giussani dove si pernotterà (proprio come 6 anni fa!). Ufficialmente 1150m di dislivello, ma bisogna considerare che la prima parte della ferrata Lipella fino alle Tre Dita è un continuo saliscendi! Tempo stimato: circa 6 ore e 1/2.

2° giorno: Si discende il sentiero n. 403, imboccando nel tornante successivo all’ex- Rifugio Cantore la strada di accesso a Punta Anna. Da qui si inforcherà l’aereo sentiero attrezzato Olivieri fino al Bus della Tofana (che non è un bus navetta! bon ok, non fa rider…) e da questo la ferrata Tofana di Mezzo fino alla cima omomina – 3244m (vetta n. 3 delle Dolomiti dopo Marmolada e Antelao, ma purtroppo devastata da una funivia e da un… Ristorante in cima!) . Infine si percorre la facile Ferrata del Formenton fino alla 3° Tofana (di Dentro – 3238m, quasi un’anticima di quella di Mezzo) scendendo poi alla Baracca degli Alpini (2922m) dove si passerà l’ultima notte. Circa 900m di dislivello, anche qui però il percorso è soggetto a saliscendi in cresta solo in parte calcolato… Tempo stimato: 6 ore.

3° giorno: “Passeggiata” conclusiva senza grandi dislivelli ma costantemente esposti su panorami enormi. Si scende infatti fino a a raggiungere il sentiero n. 407 che si percorre fino all’inizio del Vallon di Ra Ola dove s’imbocca la lunga Cengia Paolina che percorre un grande cornicione costantemente affacciato sulla profonda Val Travenanzes fino a raggiungere di nuovo il Rif. Giussani / Forcella Fontananegra, dal quale si ridiscenderà comodamente al Dibona disegnando così una specie di “Otto” oblungo sulla cartina. Difficile calcolare sulla carta il dislivello che ufficialmente è di 500m ma che il notevole saliscendi di “cengia” amplia considerevolmente. Anche qui circa 7 ore di marcia previste… ma estremamente suggestive!

Complessivamente il livello rientra nel Superchube, diciamo un Superchube dal volto umano…. (che bella metafora…), in quanto i dislivelli sono si importanti, ma abbordabili… oltretutto diminuiscono di giorno in giorno all’aumentare della stanchezza accumulata. Le ferrate sono molto esposte (specie nel 2° giorno) ma assicurate a dovere si da renderle tecnicamente di media difficoltà…

L’itinerario si può spezzare anche in due tronconi di un giorno l’uno: Ferrata Lipella andata e ritorno dal Dibona ( 7.30 – 8 h circa) e ferrata Punta Anna/Ferrata Olivieri/Formenton dal Rifugio Pomedes (raggiungibile con funivia dal Ristorante Pietofana).

WEBCAMMETEO

P.S. Non sarebbe male se nei commenti si inserisse le giornate “disponibili” di ognuno anche solo per la Marmolada (per me ok tutte tranne i lunedì 9 e 16 ed il 17 agosto).

Jalovec dalla Val Trenta

Alternativa relativamente più vicina (chilometricamente ma non nei tempi di percorrenza) e relativamente più facile (siamo su un Chube Più sostenuto…ma siamo anche nelle Alpi Giulie…) nonchè progetto rimandato sin dalla creazione del sito, El Gialuz ci aspetta dopo averlo rimirato diverse volte: dal Triglav, dal Mangart, dal Jof Fuart, dal Passo degli Scalini, dal Predil

1° GIORNO: Dopo aver percorso in macchina tutto, ma proprio tutto, l’Isonzo (dal Lisert fino a Bovec fin su per la Val Trenta fino al rifugio Koča ob Izviru Soče… d’altronde l’Isonzo nasce ufficialmente sul Jalovec…) arriviamo presso la località “Flori” (962m) dove si lascia l’auto. Da qui si sale direttamente fino al Zavetišče pod Špičkom (2064m) dove si pernotta. 1100m di dislivello per 3 ore e 1/2 di marcia (hribi.net).

2° GIORNO: Si attacca direttamente la vetta del Jalovec da Sud per via parzialmente attrezzata (2 ore e 1/2 dal Zavetišče). La discesa presenta due opzioni: o si discende direttamente alla Jalovska Skrbina (2126m) e da qui fino alla macchina a Flori, oppure si percorre tutta la cresta del Jalovec fino a Kotovo Sedlo (2138m) per poi raggiungere con più ampio giro Jalovska Skrbina. La prima opzione presenta un dislivello di circa 600-650m, la seconda ne aggiungerebbe 200-250…

P.S. Dalle parti di Kotovo Sedlo hanno costruito recentemente un avveniristico bivacco stile “Base Luna” che indurrebbe a intraprendere tutt’altro percorso da Nord, dalle Valle Tamar (che s’imbocca subito dopo il valico di Fusine-Rateče – nella mappa sottostante si percorrebbe il sentiero che sale da N per l’area denominata “M. Kot”), con sensibile risparmio di dislivello e tempo (150m e mezz’ora in meno il primo giorno). Il problema è che il bivacco (che non sappiamo se sia munito di chiavi o meno) può ospitare solo 4 persone…

Tutto il percorso è fattibile in giornata stile “Tour de force” proprio da Nord, dal suddetto percorso, con un dislvello di 1537m per 5 ore e 1/2 (comunque inferiore al Mangart dai Laghi, per capirci, che era di 1700m…)

WEBCAM (Lussari con Mangart sullo sfondo, quando visibile)

METEO

MAPPA:

imagebam.com

Prima che le cavre vadano in vacanza…

Eccoci qua, la cavra bubez sta accrescendo le sue competenze e, per una volta, prende il posto dell’impegnata cavra filli e propone un itinerario (concordato però in precedenza con lorenz).

Date della spedizione: sabato 10 – domenica 11 luglio

Luogo: Monte Popera (3046 m, Dolomiti di Sesto)

S.D.C. (Scala di Difficoltà Cavresca): Superchube

Descrizione dell’itinerario

1.Giorno

Si parcheggia (a pagamento!maledetti tedeschi…) in Val Fiscalina, nei pressi del Rifugio P. Fiscalina / Fischleinbodenhütte (1454 m). Da qui si risale la Val Fiscalina fino al Rifugio Zsigmondy – Comici (2224 m). Si segue quindi il sentiero che sale a Forcella Croda dei Toni (2524 m) e poi, per il sentiero 107, si raggiunge il bivacco De Toni (2578 m). Dislivello circa 1100 m, 4.30 ore circa.

2.Giorno

Dal bivacco si prosegue lungo il sentiero 107 ( scendi ‘bastanza in zo,fin circa quota 2000…), passando per Forcella Maria e raggiungendo poi il Rifugio Carducci (2297 m). Da qui si sale a Forcella Giralba (2431 m) (era un pezzo del percorso della LUT!!!) e si svolta verso destra, seguendo le indicazioni per la Strada degli Alpini. Dopodichè “si segue per un ventina di minuti questo sentiero per poi abbandonarlo inoltrandosi verso la Busa di Dentro. Senza difficoltà su ghiaione si giunge al nevaio poi si prosegue sul ghiaione (molto ripido) che verso sinistra (nord) risale quasi totalmente la Busa di Dentro. Seguendo gli ometti si giunge quindi alla rampetta di rocce lunga una cinquantina di metri che è il passaggio meno facile. A destra della rampa c’è un canalino che può essere salito ma le ghiaie mobili consigliano la salita per la paretina e quando si giunge alla fine di questa si prosegue per l’evidente e facile traccia (gradoni rocciosi ma facili) che ci porta verso la cresta del Popera. La si segue verso destra (sud) e si arriva alla croce di vetta” (www.montagnaforum.com). Dalla vetta bisogna scendere nuovamente al sentiero 101, la famosa Strada degli Alpini, che si può seguire fino al bivio con il sentiero 124. Quest’ultimo poi ci condurrà nuovamente al Rifugio Fiscalina. L’alternativa, più breve ma meno spettacolare, è, raggiunto sempre il sentiero 101, seguirlo fino al Rifugio Zsigmondy – Comici (2224 m) e poi percorrere a ritroso il sentiero del giorno precedente fino al parcheggio. Dislivello circa 1200 m, per circa (ma molto circa) 7 ore di cammino.

PREVISIONI METEO

WEBCAM

Hasta pronto!

Tris delle Bocchette (Dolomiti di Brenta)

WEBCAMMETEO

Dopo il gentile omaggio di ieri sera della (presto) cavra San Tommaso (la cartina delle Dolomiti di Brenta) non poteva mancare oggi il progetto, peraltro già abbozzato tra i auguri alla cavra per sbiego (che rinnoviamo e celebriamo in data odierna, suo reale compleanno) e le pesche col vin.

Si tratterebbe di un’inedita tre-notti nei pressi di Madonna di Campiglio (mai andate così lontano le Cavre!) di livello Superchube, Superchube Più con le vette (passaggi non a livello del Duranno ma degni del Cristallo, anche se meno faticosi). Inutile dire che trattasi di un giro remunerativo come non mai su un sistema di cenge mozzafiato, ponti sospesi etc, non se guadagna schei ma paesaggi dolomitici immensi – con la quasi-autoctona cavra San Tommaso a guidarci!

La mia idea:

1° GIORNO: Partenza dalla Val d’Agola, poco sotto Madonna di Campiglio, da quota 1320 fino al Rifugio XII Apostoli (2489m). Meno di 1200m di dislivello per circa 3 ore e mezza di camminata. Almeno a quanto si sostiene qua

2° GIORNO: Partenza dal Rif. XII apostoli imboccando il sentiero attrezzato dell’Ideale (segnavie 304), Via normale per la Cima Tosa (3174m – vetta massima del gruppo del Brenta – passaggi di I e II), Ferrata Brentari e lungo questa fino al Rifugio Pedrotti (2491m). Circa 3 ore e 3/4 senza vetta (alcune fonti sostengono 5 ore), la deviazione per la vetta presumibilmente richiede 2 ore e mezza in totale. Dislivello attivo: circa 1000 metri (? molti saliscendi).

3° GIORNO: Partenza dal Pedrotti, Ferrata delle Bocchette Centrali. Via delle Bocchette Alte con deviazione per l’ascensione della Cima Brenta (3150m vetta n. 2 del gruppo),  proseguendo poi fino al Rifugio Tuckett (2272m). Anche qui circa 1000m di dislivello in salita per un totale di 9 ore di marcia a causa dell’impegno richiesto dal percorso (in caso di difficoltà possibilità di deviazione a metà del percorso per il Rifugio Alimonta).

4° GIORNO: Discesa dal Tuckett fino al Rifugio Vallesinella e da qui fino al punto di partenza del 1° giorno. (Dislivello perlopiù in discesa, tempi di marcia ignoti…)

PRO: Giro immenso completo di quasi tutti gli highlights delle Dolomiti di Brenta, le ascensioni alle vette sono facoltative e non necessarie alla progressione lungo il percorso (e peraltro consistono in deviazioni relativamente brevi).

CONTRO: Un po’ si “brucia” tutto il gruppo di Brenta, saltando qualche pezzo (come la ferrata Castiglioni, il “poker” sfuma… o la parte di Bocchette che passa per i rifugi Alimonta e Brentei). Si passa per vedrette e tratti ghiacchiati, per sicurezza sarebbe utile portare dei ramponi… Vanno sacrificate due giornate per l’avvicinamento e la discesa e poi c’è il rischio che il giro sia troppo figo… dopo non vorremo più fare altre ferrate…
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