Jalovec dalla Val Trenta

Alternativa relativamente più vicina (chilometricamente ma non nei tempi di percorrenza) e relativamente più facile (siamo su un Chube Più sostenuto…ma siamo anche nelle Alpi Giulie…) nonchè progetto rimandato sin dalla creazione del sito, El Gialuz ci aspetta dopo averlo rimirato diverse volte: dal Triglav, dal Mangart, dal Jof Fuart, dal Passo degli Scalini, dal Predil

1° GIORNO: Dopo aver percorso in macchina tutto, ma proprio tutto, l’Isonzo (dal Lisert fino a Bovec fin su per la Val Trenta fino al rifugio Koča ob Izviru Soče… d’altronde l’Isonzo nasce ufficialmente sul Jalovec…) arriviamo presso la località “Flori” (962m) dove si lascia l’auto. Da qui si sale direttamente fino al Zavetišče pod Špičkom (2064m) dove si pernotta. 1100m di dislivello per 3 ore e 1/2 di marcia (hribi.net).

2° GIORNO: Si attacca direttamente la vetta del Jalovec da Sud per via parzialmente attrezzata (2 ore e 1/2 dal Zavetišče). La discesa presenta due opzioni: o si discende direttamente alla Jalovska Skrbina (2126m) e da qui fino alla macchina a Flori, oppure si percorre tutta la cresta del Jalovec fino a Kotovo Sedlo (2138m) per poi raggiungere con più ampio giro Jalovska Skrbina. La prima opzione presenta un dislivello di circa 600-650m, la seconda ne aggiungerebbe 200-250…

P.S. Dalle parti di Kotovo Sedlo hanno costruito recentemente un avveniristico bivacco stile “Base Luna” che indurrebbe a intraprendere tutt’altro percorso da Nord, dalle Valle Tamar (che s’imbocca subito dopo il valico di Fusine-Rateče – nella mappa sottostante si percorrebbe il sentiero che sale da N per l’area denominata “M. Kot”), con sensibile risparmio di dislivello e tempo (150m e mezz’ora in meno il primo giorno). Il problema è che il bivacco (che non sappiamo se sia munito di chiavi o meno) può ospitare solo 4 persone…

Tutto il percorso è fattibile in giornata stile “Tour de force” proprio da Nord, dal suddetto percorso, con un dislvello di 1537m per 5 ore e 1/2 (comunque inferiore al Mangart dai Laghi, per capirci, che era di 1700m…)

WEBCAM (Lussari con Mangart sullo sfondo, quando visibile)

METEO

MAPPA:

imagebam.com

Prima che le cavre vadano in vacanza…

Eccoci qua, la cavra bubez sta accrescendo le sue competenze e, per una volta, prende il posto dell’impegnata cavra filli e propone un itinerario (concordato però in precedenza con lorenz).

Date della spedizione: sabato 10 – domenica 11 luglio

Luogo: Monte Popera (3046 m, Dolomiti di Sesto)

S.D.C. (Scala di Difficoltà Cavresca): Superchube

Descrizione dell’itinerario

1.Giorno

Si parcheggia (a pagamento!maledetti tedeschi…) in Val Fiscalina, nei pressi del Rifugio P. Fiscalina / Fischleinbodenhütte (1454 m). Da qui si risale la Val Fiscalina fino al Rifugio Zsigmondy – Comici (2224 m). Si segue quindi il sentiero che sale a Forcella Croda dei Toni (2524 m) e poi, per il sentiero 107, si raggiunge il bivacco De Toni (2578 m). Dislivello circa 1100 m, 4.30 ore circa.

2.Giorno

Dal bivacco si prosegue lungo il sentiero 107 ( scendi ‘bastanza in zo,fin circa quota 2000…), passando per Forcella Maria e raggiungendo poi il Rifugio Carducci (2297 m). Da qui si sale a Forcella Giralba (2431 m) (era un pezzo del percorso della LUT!!!) e si svolta verso destra, seguendo le indicazioni per la Strada degli Alpini. Dopodichè “si segue per un ventina di minuti questo sentiero per poi abbandonarlo inoltrandosi verso la Busa di Dentro. Senza difficoltà su ghiaione si giunge al nevaio poi si prosegue sul ghiaione (molto ripido) che verso sinistra (nord) risale quasi totalmente la Busa di Dentro. Seguendo gli ometti si giunge quindi alla rampetta di rocce lunga una cinquantina di metri che è il passaggio meno facile. A destra della rampa c’è un canalino che può essere salito ma le ghiaie mobili consigliano la salita per la paretina e quando si giunge alla fine di questa si prosegue per l’evidente e facile traccia (gradoni rocciosi ma facili) che ci porta verso la cresta del Popera. La si segue verso destra (sud) e si arriva alla croce di vetta” (www.montagnaforum.com). Dalla vetta bisogna scendere nuovamente al sentiero 101, la famosa Strada degli Alpini, che si può seguire fino al bivio con il sentiero 124. Quest’ultimo poi ci condurrà nuovamente al Rifugio Fiscalina. L’alternativa, più breve ma meno spettacolare, è, raggiunto sempre il sentiero 101, seguirlo fino al Rifugio Zsigmondy – Comici (2224 m) e poi percorrere a ritroso il sentiero del giorno precedente fino al parcheggio. Dislivello circa 1200 m, per circa (ma molto circa) 7 ore di cammino.

PREVISIONI METEO

WEBCAM

Hasta pronto!