Scala di difficoltà cavresca

© Caterina Pressacco

Per riprendere una classificazione cara ad alcuni ed essendo assurta la cavra Chube a mascotte nonché uomo vitruviano dell’intero gruppo, ecco i gradi dell’innovativa scala di valutazione delle gite delle Cavre. Badate che, nonostante la cosa nasca con tinte di facezia (in altre parole, come una puttanata), gli spunti e le indicazioni serie – soprattutto alla luce delle recenti avventure – sono in verità il nocciolo… Gli esempi non si riferiscono al monte o all’ambiente indicato in sé, quanto al giro realizzato in loco dalle Cavre in passato, volendo così fungere da metro ai già “titolati” che devono necessariamente assumersi l’onere della gita in cui vogliono portare i neofiti… (i quali possono essere benissimo più “sgai” delle stesse Cavre, ma su cui comunque si ha responsabilità). Lo spettro della scala copre tutte le difficoltà superabili – per intendersi – su pedule (più o meno pesanti, dalla scarpa da trekking allo scarpone tecnico), al di sotto c’è il sentiero in sandaletti e/o infradito che si percorre per un po’ d’acqua cristallina, al di sopra ci sono le scarpette da arrampicata… tranne rari casi specificati (Marmolada?) escludiamo ramponi e quindi tecniche di piolet-traction e dry tooling, quando ne faremo uso smetteremo di essere Cavre e saremo semplicemente dei Fighi… come tanti…

Livello Chubino : gita comoda e tranquilla, al di sotto dei 1000m di dislivello (però minimo 500), su sentieri ottimi per segnalazione e comfort. Ideale per introdurre alla montagna persone che non ci hanno mai avuto a che fare, nessun problema di esposizione, quota, fatica.

Attrezzatura: scarpe da trekking, abiti comodi, poncho oppure k-way.

Requisiti dei candidati: non romper le balle…

Corrispettivi nelle scale ufficiali: T (turistico) – a tratti E (escursionistico)

Esempi: Nanos, Nevoso/Sneznik, Taiano, Nuvolau, Osternig, Croda Negra/p.ta Gallina, Lagazuoi.

Livello Chube : grado minimo per accedere a pieno titolo nel sodalizio, non differisce dal livello chubino se non per la maggior fatica richiesta, vuoi per lo zaino da bivacco che sega la schiena, vuoi per la lunghezza o la maggior pendenza del sentiero… Il livello è alla portata di tutti purchè volenterosi.

Attrezzatura: pedule, abiti leggeri per non sudare e pesanti per non “gelare” dopo, poncho, luce frontale di sicurezza (eh si!), kit pronto soccorso elementare.

Requisiti dei candidati: sopportazione della fatica, saper preparare lo zaino con essenzialità, testa sulle spalle? No dej! sennò nissun vien con le Cavre…

Corrispettivi nelle scale ufficiali: E – a tratti anche EE (escursionistico per esperti).

Esempi: Monte Cimone al Montasio, Val Montanaia, Val Canali/La Fradusta, Krn/M.te Nero.

Livello Chube P : Si distingue dal chube normale per una maggior tecnicità richiesta. Necessita di un minimo di esperienza pregressa in montagna in quanto prevede tratti attrezzati o dislivelli impegnativi o ancora dimestichezza con l’alta quota. Può essere l’ideale per chi non abbia mai fatto una ferrata e voglia cimentarvisi, ovviamente avendo già frequentato l’ambiente a dovere.

Attrezzatura: pedule, abbigliamento tecnico di base, luce frontale, kit pronto soccorso, poncho, set da ferrata (imbrago o spezzone di corda per imbrago di sicurezza, longe da ferrata, due moschettoni, dissipatore)

Requisiti dei candidati: esperienza in ambiente, adattabilità all’altitudine e ad eventuali passaggi “aerei”, conoscenza elementare della progressione in ferrata e dell’uso del relativo imbrago e longe.

Corrispettivi nelle scale ufficiali: F (facile) / EE – EEA (escursionistico per esperti con passaggi attrezzati).

Esempi: Montasio per la scala Pipan, Jof Fuart dal Rifugio Corsi, Cristallino d’Ampezzo, M.te Amariana, Tofane, Coglians, Mangart (senza ferrate italiane), M.te Canin, giro delle Pale di s.Martino settentrionali, ferrata Ceria Merlone.

Livello Superchube : La gita può risultare spossante, il dislivello spesso è “importante”, i sentieri sono alquanto erti e magari pure dissestati, dispersi in un ghiaione ripido. La durata complessiva può dilatarsi, gli imprevisti sono da pattuire… Vi possono essere passaggi “aerei” ancorchè brevi che richiedono passo sicuro ed equilibrio (si parla già di brevi difficoltà alpinistiche di I° o anche II°), oppure ferrate molto lunghe, l’insieme delle cose necessita forma fisica e comprovata attitudine altrimenti si possono incorrere in situazioni di pericolo.

Attrezzatura: come per Chube Più.

Requisiti dei candidati: disinvoltura su roccia scalinata, equilibrio, assenza di vertigini, buona resistenza alla fatica, esperienza di ferrata.

Corrispettivi nelle scale ufficiali: F+ (facile) – PD- (poco difficile) / EE – EEA.

Esempi: Montasio dal Canalone Findenegg, Jof Fuart per Gola NE, Antelao, Civetta, Moiazza, Cima dei Preti, Tricorno/Triglav.

Livello Superchube P : come il Superchube solo che aumenta l’esposizione e/o la difficoltà dei passaggi singoli. Se si tratta di una ferrata (raro, di solito si fermano al livello precedente) si tratta di qualcosa di eccezionalmente esposto e/o adrenalinico, se non è attrezzato è buona norma portarsi seco una corda da almeno 30m per un’eventuale calata in doppia al ritorno (e quindi anche il resto dell’occorrente per doppia). Occorre una certa disinvoltura sulla roccia e non farsi problemi per un baratro ai propri piedi con poche spanne a disposizione. Chi si aggrega deve fornire garanzie adeguate sulla propria preparazione.

Attrezzatura: come per Chube Più in caso di ferrata, altrimenti spezzone di corda da 30m minimi per sicurezza e reverso/secchiello etc.

Requisiti dei candidati: come Superchube con in più un minimo di esperienza di arrampicata (doppie, progressione) e passo più “deciso” (no vertigini).

Corrispettivi nelle scale ufficiali: PD- – PD / EEA.

Esempi: Pelmo, Cristallo, Sorapiss, ferr. Tomaselli.

Livello Sbregachube : l’ultima frontiera raggiunta dalle Cavre. Le difficoltà non sono molto superiori al Superchube +, ma sono magari più prolungate e disagevoli. L’ambiente è decisamente più severo e la corda s’impone non solo per calarsi di tanto in tanto. Di conseguenza occorre organizzarsi in cordate (anche se poi può capitare di non usarla la corda, prima non si può saperlo) e occorre allenarsi prima dell’impresa per velocizzare i movimenti e le manovre. Occorre pure una certa disciplina nel gruppo e attenersi alle decisioni prese collettivamente e ai tracciati prescelti. Servono minimo due corde da 30m (o una da 50-60m) ogni 2-3 persone, fettucce, cordini, rinvii ed eventualmente qualche chiodo e/o dado ad incastro (nuts). Il fatto che la difficoltà singola possa essere agevolmente superata da una Cavra non l’autorizza a passarla in solitaria in quanto ciò può mettere in difficoltà i compagni o sé stessa, le scelte individualistiche devono essere scoraggiate sul nascere.

Attrezzatura: pedule preferibilmente scarpe di avvicinamento, due corde da almeno 30m ogni 2-3 persone, occorrente per calata in doppia, moschettoni, cordini e fettucce q.b., nuts, kit pronto soccorso, poncho,  luce frontale, abbigliamento tecnico (leggero, traspirante, antivento).

Requisiti dei candidati: Conoscenza delle tecniche di sicurezza e di cordata. Ottima Conoscenza della Montagna.

Corrispettivi nelle scale ufficiali: PD+ – AD- (abbastanza difficile).

Esempi: Duranno

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4 Responses to Scala di difficoltà cavresca

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