Destinazione 5 punte

Post riassuntivo della spedizione sociale alla Capanna 5 punte:

1. il percorso.

La Capanna è facilmente raggiungibile partendo direttamente da Chubelandia (Rutte Grande sulla mappa), ma – se le condizioni della strada lo permettono – sarebbe preferibile condurre i mezzi d’assalto a Rutte Piccolo, quindi avanti sulla strada verso Ortigara fino a raggiungere il bivio per Valromana Alta a quota 854.

(Da Rutte Piccolo parte anche il sentiero 518, sconsigliabile in quanto – oltre a incrementare il dislivello di 200 metri – percorre il versante nord, presumibilmente il più innevato).

Si percorre la strada bianca di fondo valle segnavie n° 51, dal quale si dipartono due sentieri che raggiungono la nostra Capanna, il 520 ed il 518 (lo stesso che poi ritorna a Rutte Piccolo per il versante nord), quest’ultimo mi pare il meno impervio, guardando le curve di livello e le foto in rete…

5punte3

2. neve

Questo è l’ultimo bollettino emesso. Il pericolo valanghe è valutato a 3 su 5 (“marcato”) e interessa soprattutto le Alpi giulie, ovvero il nostro settore… tuttavia i distacchi dovrebbero interessare le quote sopra i 1700m. La Capanna si trova a quota 1520 e, sebbene sorga al centro di un pascolo prativo chiamato “Alpe di Rutte”, è contornata dal bosco. Il prossimo bollettino verrà emesso alle 14 del 30 dicembre qui.

Per controllarre in tempo reale il livello della neve alle varie quote nel circondario ecco le webcam attive più vicine:

Laghi di Fusine (929m – 5km a est)

Passo Predil (1156m – 5km a sud)

Camporosso – arrivo pista Di Prampero (815m – 5 km a nord-ovest)

vetta del Florianca (1658m – 5 km a ovest)

Altre Webcam a Tarvisio Città (quota 700 m c.ca) e piste

METEO TARVISIOREGIONE

Rete idrometeorologica FVG Protezione Civile

3.  Fuochi e letti

Dalle foto si distinguono due comignoli, Sentieri Natura segnala la generica possibilità di accendere un fuoco mentre un utente “x” parla di “stufa”. Non sappiamo quindi ti che tipo di fuoco disporremo, per questo motivo sollecito chi disponga di fornelletti portatili (non robe ingombranti) di equipaggiarsene, non si sa mai. Il sito Rifugi-Bivacchi, non sempre affidabile, parla di soli 3 posti letto! Probabilmente trattasi di 3 materassi, per il resto si tratterà di tavolacci, spero. Anche qui, chi dispone di materassini da trekking gonfiabili li porti, non tanto per la comodità, quanto per il loro superiore effetto isolante, in mancanza d’altro va bene poliuretano, dormibene etc.

4. Trasporti e vettovaglie

Dato il sinistro numero del dislivello (666m) e la natura del sentiero questa si candida ad essere la “casera” più impervia mai fatta dalle Cavre. Molto probabilmente il tradizionale bob di trasporto sarà inservibile, magari la prima macchina che raggiungerà il posto – telefonia permettendo – potrà segnalare l’opportunità o meno di portarlo.

Per questo motivo, oltre che per il problema fuoco, propongo di portare cibi precotti da riscaldare in loco. Dal canto mio mi offrivo di preparare insalata russa, gulasch (quel de barattolo xè troppo salà) e palacinke.

Bevande: abbiamno visto che vino e sgnappa vanno giù a fatica, mentre la birra va giù che è un piacere, placando molto meglio l’arsura. Le bottiglie de mahnic mi sembravano molto buone, riproporrei quindi la soluzione ma aumentandone la quantità pro capite. Serve un/a volontario/a che le vada a comprarle però…

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Rifugio Puez featuring Sassongher e Vallunga

Giro semplice di chiusura della bella stagione, ultimo WE di apertura del Rifugio Puez. Livello tra il “chubino” ed il “chube” a seconda della soluzione scelta. Dovrebbe esserci anche Viky a inaugurare ufficialmente la seconda generazione delle Cavre 🙂

WEBCAM METEO.

Immagine

SABATO 28: Partenza da Colfosco c/o Parcheggio ovovia Pradat, ascensione del Sassongher m 2665 – 2 ore (passaggio attrezzato di una quindicina di metri, chi non se la sente può aspettare poco più in basso alla forcella Sassongher m 2435). Attraversamento dell’altopiano della Gardenaccia (o Gherdenacia) lungo il segnavie n. 5 e poi n. 15, fino a raggiungere il Rifugio Puez dove si pernotta (obbligatorio sacco-lenzuolo, non occorre il saccoapelo).

Totale: 3 ore e mezza circa, dislivello 1050 m con vetta Sassongher, 850 senza.

In alternativa si può fare un secondo gruppo che prosegue per il segnavie n. 4, passando per il Lago e la forcella de Ciampei. Il tempo in questo caso si ridurrebbe a 2 ore e mezza per 700m di dislivello.

DOMENICA 29: Lasciando gli zaini in custodia al rifugio Puez salita al punto panoramico del Piz de Puez (m 2913). 500 metri di dislivello, 2 ore e 15′ andata e ritorno dal Rifugio (chiaramente evitabile aspettando al rifugio oppure organizzando anche qui un secondo gruppo per un giro sulla Gardenaccia, magari lungo il sentiero n. 1 verso il Ciampanì). Discesa verso Selva di Val Gardena per la Val Lunga, a piacere per il sentiero n. 14 oppure per il più lungo ma meno ripido sentiero n. 2 e poi n. 15, in entrambi i casi circa 2 ore e mezza dal Rifugio a Selva. Qui il dislivello è tutto in discesa (circa 800 metri). Da Selva nel tardo pomeriggio passa un autobus che valica il passo Gardena e arriva a Colfosco, oppure disponendo di due auto se ne può lasciare una a Selva (in tal caso si può anche fare il giro nel senso opposto: 1° giorno Vallunga, 2° Sassongher).

Perlustrazione al Monte dei Buoi

23076Ecco il post ufficiale per il sopralluogo di domenica 16 dicembre.

Il giro in programma segue grossomodo l’andata di questo itinerario segnalato su SentieriNatura.

Il Bollettino Valanghe n° 7 prevede un pericolo medio (livello 3, marcato) per Domenica, ma la Casera, situata a quota 1723, rientra ancora nella fascia boschiva per cui tutta la nostra escursione dovrebbe essere al riparo dai fenomeni valanghivi. Propongo un ritrovo per le 7.00 considerando le due ore di strada ed il fatto che dovremo soffermarci in Casera il tempo necessario per la prova fuochi…

Meteo piuttosto discordanti:
IlMeteo.itnebbia fitta

TempoItalia prevede quasi sereno

3bMeteoparzialmente nuvoloso

Osmer pure abbastanza ottimista

Non ci si sono purtroppo webcams in zona. Ce n’è una a Ovaro e una a Comeglians, sul percorso. La più vicina è quella di Sappada, che tuttavia sta 400m più in alto…

Programma 58° cavrada: Conturines e La Varella.

Progetto last minute, livello Chube + (ma solo per un breve tratto di ferrata sulla vetta delle Conturines) concepito dalle nostre menti smaniose di aria dei tremila!

1° giorno: il primo tratto fino al Ju dal’Ega susciterà qualche ricordo nelle cavre veterane, essendo stato percorso all’inizio della 6° cavrada, la prima di due notti fra Fanes e Tofana di Rozes. Ma una volta giunti allo Ju anzichè girare a dx verso il Bivacco della Pace si gira a sx verso il lago di Conturines presso il quale ci accamperemo (disponiamo di due nuovissime tende da trekking rispettivamente da 1,3 e 1,5 kg – per un totale di 4 posti! Il Campeggio nel parco Fanes – Sennes – Braies sarebbe proibito ma viene tollerato il bivacco alpino – ovvero monta al tramonto e smonta all’alba). Anzichè partire dalla Capanna Alpina partiremo da Armentarola per ridurre il percorso di ritorno alla macchina domenica. dislivello positivo: 900m per 3h- 3h e 30′ (quindi non necessaria neanche eccessiva levataccia domani).

2° giorno: conquista sia del Piz dles Conturines (m. 3064) che del Piz de Lavarella o La Varella (3055m). Per un totale di dislivello positivo di 650m (2 h e 1/2 circa – femo 3 per lo svacco sulle vette), a seguire discesa alla Forcella de Medesc (m. 2533), indi – tramite sentiero n. 12 – discesa in Val Badia… altre 2h e 1/2 per la macchina, e altri 100m blandi di dislivello a valle nel bosco).

WEBCAM (Rif. Lavarella, poco distante)

METEO (San Cassiano)

PANORAMA DI VETTA

Casera Pasquale

Ecco il post ufficiale per la nostra uscita pasqualizia. L’obiettivo designato è Casera Nauleni sul passo Pura, dall’altra parte del passo c’è eventualmente Casera Tintina (però sprovvista di legnaia) entrambe già oggetto di sopralluogo. Il problema principale del progetto è come sempre il trasporto delle vettovaglie e questa volta non possiamo contare sul bob… sicchè bisogna decidere come organizzare i pasti e quindi la permanenza:

Ipotesi distruttiva. Pranzo di pasqua + cena + colazione + pranzo pasquetta (pranzo pasquale preparato a casa ed eventualmente solo riscaldato sul focolare, cena frugale per smaltire, grigliata per pasquetta)

Ipotesi easy. Pranzo pasquale consumato a casa, cena al sacco, grigliata per pasquetta.

In qualunque caso propongo, per fare una cosa diversa, cucina alla trappeur!

WEBCAMMETEO

Programma Cavrada n° 53

Nel caso non si voglia partecipare alla pur nobile adunata civile in Val Rosandra (ma ci sara? Non trovo più l’evento su FB…), domani Domenica 1° aprile (nessun pesce) in montagna si va.

L’obiettivo “automobilistico” è Passo Cason di Lanza. Da qui originariamente si pensava di conquistare il Zermula… ma il sottoscritto ha in serbo un’altra proposta. Ma partiamo dal ZERMULA:

L’idea base era quella segnata in rosso che però presenta alcuni svantaggi:

1) fino alla Forca di Lanza (m 1831) si percorre il versante Nord dove è probabile incappare in qualche strato di neve (il bollettino nivo-meteo segnala a 1800 metri, sui versanti N  delle Carniche, dai 10 ai 40 cm ), per 10 cm chi se ne frega. 40 son più fastidiosi, specie su un pendio.

2) xè una cagadina! Meno di 600 m di dislivello (meno del Nanos!), la distanza è pure irrisoria e ci si “brucia” la ferrata che, con meno neve a Nord, potebbe essere l’unica attrattiva cavresca della gita in futuro…

Si potrebbe ovviare a questi contro salendo più a Sud verso Paularo (itinerario verde), facendosi tutta la cresta (il contrario di questo tragitto). Si eviterebbe il versante Nord ed il dislivello e la distanza aumenterebbero (più di 1000m) dando dignità alla gita. C’è anche da dire che potremmo sacrificare la non imprescindibile ferrata del zermula nel caso volessimo veramente far stare la gita in mezza giornata…

Altrimenti si cambia monte! CRETA DI AIP :

Sempre partendo dal Passo cason di Lanza si punta verso l’opposto versante: Creta di Aip. Un bell’anello tutto nel versante Sud. Comunque meno di 1000 m di dislivello ma l’itinerario almeno abbraccia una bella fetta di monte!(dovrebbe corrispondere più o meno a questo).

La Creta di Aip presenterebbe un livello intermedio tra il Chube ed il Chube +, in quanto prevede brevi passaggi attrezzati (non ferrate vere e proprie però!) mentre il Zermula è forse addirittura livello Chubino. In entrambi i casi è meglio dotarsi di ghette di riserva. Per la Creta di Aip un imbrago “de battaglia” va bene…

50° cavrada: che fare?

Dopo lo stillicidio di defezioni siam rimasti in pochetti ma non tutto è perduto, per domani 27 dicembre il meteo dà cielo sereno. Il Tinisa, prima scelta, lo escluderei. A parte il veto di qualcuno (…), la sua ascensione per cengette erbose spioventi e passaggi rocciosi in cresta potrebbe presentare qualche problema, perchè se la neve manca ben non manca el jazo! Anche l’ascensione per l’ombroso versante Nord non è il massimo per i reumi delle ormai senili cavrette!

La mia proposta:

Casere Pramosio ed (eventualmente) Creta di Timau:

Si sale fino a Casera Pramosio Bassa con l’auto (m. 1521) e da qui si percorre una carrareccia fino a Casera Pramosio Alta, affacciata sul lago glaciale di Avostanis (m. 1940). Fin qua il dislivello è inferiore al Monte Nevoso… volendo e/o potendo si può poi proseguire sulla Creta di Timau (m. 2217) via agevole sentiero (solo un cavetto prima della cima, tipo Nanos). Qui l’itinerario: per la vetta danno circa 3h e un dislivello di 730 m, però aggiungono una deviazione per il Passo Pramosio, ovviabile: Il dislivello dovrebbe quindi essere inferiore ai 700 per 2h e 30′, sempre se si fa la Cima. Qui il percorso in versione ciaspolada ma c’è poco da illudersi, la neve è molto inferiore e l’utilizzo della ciaspe forse superfluo persino per la vetta, ecco una Webcam sul Monte Zoufplan – quota 2000m a pochi km di distanza da Casera Pramosio – sono visibili le zolle d’erba attraverso il manto nevoso… in qualunque caso c’è un noleggio di ciaspe a Tolmezzo, appena usciti dall’autostrada, alla bisogna…
CARTINA:
imagebam.com