Le Cavre meet Wu Ming



Una piccola storia da raccontare.

Frequentando “Giap“, il blog del Collettivo Wu Ming, nel corso del 2012 facevo la conoscenza (letteraria) del concittadino Felice Benuzzi e della sua impresa sul monte Kenya nel 1943. La simpatia per quell’avventura scattò spontanea: fuggire da un campo di prigionia solo per scalare il monte di cinquemila metri che ti si para di fronte ogni giorno oltre il reticolato, autocostruendoti l’attrezzatura, i ramponi, le piccozze, le corde, persino le giacche a vento, oltretutto senza disporre di nessuna mappa se non l’illustrazione della montagna su una lattina di carne in scatola… non potevo non ritrovarci il più puro spirito cavresco! Successivamente ne scrissi su Altitudini.it con un articolo che segnò l’inizio della mia collaborazione con quella webzine, dopo il Blogger Contest.

Ma come avveniva tutto ciò? Il 25 luglio 2012, venivo contattatato da Wu Ming 1 con la seguente mail:

Da: Wu Ming 1 无名 一 <XXXXXXX.XXX@wumingfoundation.com>
A: XXXXXX@libero.it; <XXXXXXX@tiscali.it>; lorenfilip@XXXXX.it
Inviato: Mercoledì 25 Luglio 2012 11:52
Oggetto: Servono lettori di prova per “Point Lenana”
Carissimi, voi siete i tre che più intervengono su Giap quando scriviamo di montagna (…)
Ai primi di agosto sarà ormai scritta l’intera prima parte di “Point Lenana”. E’ un U.N.O. davvero strano, credo che sull’alpinismo non sia mai stato scritto un libro con quest’approccio.
Servono lettori di prova che conoscano la materia, leggano il testo e dicano in tutta onestà cosa li convince e cosa no, se tutto fila, se una cosa si può far capire meglio etc.
Lo.Fi è anche di Trieste, quindi può essere il secondo giapster triestino a esaminare le parti che riguardano la storia della sua città (il terzo se si considera la mia compagna, ovviamente :-)))
Che dite? Ci state? Se ci state, la prossima settimana vi mando in allegato il pdf. Nel caso consiglio di stamparlo, però. Per queste letture di prova la carta rimane il medium più adatto.
Fatemi sapere, e grazie in anticipo.

Sono seguiti incontri vis-à-vis, birrette disperatamente ghiacciate nella torrida estate triestina al Knulp, scambi di mail, esternazioni di pareri, richieste di informazioni.
Grazie alla cavra Veronika – all’epoca in dolce attesa – venivo a conoscenza dell’SPDT, l’associazione alpina slovena di Trieste, che pure esiste dal 1904! Da lì l’idea: sfruttare l’occasione della presentazione del libro per farne un momento di incontro tra le diverse anime dell’alpinismo triestino!
Ecco la risposta di Wu Ming 1:
Fantastico, man! 😀 Ti autorizzo a muoverti come meglio credi. E grazie! Siccome Dušan Jelinčič è intervistato nel libro, un nome potrebbe essere lui.
Grazie a Martin recuperavo il contatto del disponibilissimo Jelinčič – il primo cittadino del Friuli Venezia Giulia a calcare la vetta di un ottomila! (da quell’impresa ne ha tratto il libro Le notti stellate del Karakorum, il titolo più premiato della storia letteraria slovena). Uno che è stato compagno di spedizione di gente come Tomo Česen, Janez Jeglič, Silvo Karo, Marco Sterni, Lorenzo Mazzoleni, Nives Meroi, Romano Benet, Luca Vuerich!

Ha preteso che gli dessi del “tu”, tra amanti della montagna non ci sono di questi salamelecchi, ha detto. In un batter d’occhio mi girava i contatti della prof.ssa Marinka Pertot, presidente SPDT, e di Luciano Santin, attivo giornalista, alpinista, ambientalista e storico dell’alpinismo giuliano. All’inizio si pensava di realizzare la presentazione nientepopodimeno che al Narodni Dom, sede “storica” dell’SPDT (ora in Via S. Francesco), ma difficoltà organizzative hanno poi fatto optare per la più facile soluzione della Libreria Lovat.
Abbiamo concordato inizialmente la data del 30 aprile, compleanno di Wu Ming 1; “Point Lenana” doveva uscire il 23… ritardi tecnici hanno fatto poi spostare la data di pubblicazione proprio al 30! Trasformando la nostra presentazione nella prima assoluta!

Ed eccoci qui, a questo punto care Cavre non potete mancare, ci si vede alla Libreria Lovat Trieste. Viale XX Settembre, 20, c/o Stabile Oviesse – 3° piano. Ore 17.00

Perlustrazione al Monte dei Buoi

23076Ecco il post ufficiale per il sopralluogo di domenica 16 dicembre.

Il giro in programma segue grossomodo l’andata di questo itinerario segnalato su SentieriNatura.

Il Bollettino Valanghe n° 7 prevede un pericolo medio (livello 3, marcato) per Domenica, ma la Casera, situata a quota 1723, rientra ancora nella fascia boschiva per cui tutta la nostra escursione dovrebbe essere al riparo dai fenomeni valanghivi. Propongo un ritrovo per le 7.00 considerando le due ore di strada ed il fatto che dovremo soffermarci in Casera il tempo necessario per la prova fuochi…

Meteo piuttosto discordanti:
IlMeteo.itnebbia fitta

TempoItalia prevede quasi sereno

3bMeteoparzialmente nuvoloso

Osmer pure abbastanza ottimista

Non ci si sono purtroppo webcams in zona. Ce n’è una a Ovaro e una a Comeglians, sul percorso. La più vicina è quella di Sappada, che tuttavia sta 400m più in alto…

Cavre sul Kenya

Tranquilli, non scrivo nessun report nè propongo nuovi giri (anche se fra un pò, lo sappiamo, si accenderà la discussione “casera post-natalizia pre-capodannesca”)…da brava manager pubblicizzo la nuova pubblicazione della nostra cavrawriter Lorenz sul sito che lo ha visto vincitore del Blogger contest.

http://altitudini.wordpress.com/2012/10/29/fuga-sul-kenya-un-classico-da-riscoprire/

Buona lettura! 🙂

Erika

Programma 58° cavrada: Conturines e La Varella.

Progetto last minute, livello Chube + (ma solo per un breve tratto di ferrata sulla vetta delle Conturines) concepito dalle nostre menti smaniose di aria dei tremila!

1° giorno: il primo tratto fino al Ju dal’Ega susciterà qualche ricordo nelle cavre veterane, essendo stato percorso all’inizio della 6° cavrada, la prima di due notti fra Fanes e Tofana di Rozes. Ma una volta giunti allo Ju anzichè girare a dx verso il Bivacco della Pace si gira a sx verso il lago di Conturines presso il quale ci accamperemo (disponiamo di due nuovissime tende da trekking rispettivamente da 1,3 e 1,5 kg – per un totale di 4 posti! Il Campeggio nel parco Fanes – Sennes – Braies sarebbe proibito ma viene tollerato il bivacco alpino – ovvero monta al tramonto e smonta all’alba). Anzichè partire dalla Capanna Alpina partiremo da Armentarola per ridurre il percorso di ritorno alla macchina domenica. dislivello positivo: 900m per 3h- 3h e 30′ (quindi non necessaria neanche eccessiva levataccia domani).

2° giorno: conquista sia del Piz dles Conturines (m. 3064) che del Piz de Lavarella o La Varella (3055m). Per un totale di dislivello positivo di 650m (2 h e 1/2 circa – femo 3 per lo svacco sulle vette), a seguire discesa alla Forcella de Medesc (m. 2533), indi – tramite sentiero n. 12 – discesa in Val Badia… altre 2h e 1/2 per la macchina, e altri 100m blandi di dislivello a valle nel bosco).

WEBCAM (Rif. Lavarella, poco distante)

METEO (San Cassiano)

PANORAMA DI VETTA

Programma Cavrada n° 53

Nel caso non si voglia partecipare alla pur nobile adunata civile in Val Rosandra (ma ci sara? Non trovo più l’evento su FB…), domani Domenica 1° aprile (nessun pesce) in montagna si va.

L’obiettivo “automobilistico” è Passo Cason di Lanza. Da qui originariamente si pensava di conquistare il Zermula… ma il sottoscritto ha in serbo un’altra proposta. Ma partiamo dal ZERMULA:

L’idea base era quella segnata in rosso che però presenta alcuni svantaggi:

1) fino alla Forca di Lanza (m 1831) si percorre il versante Nord dove è probabile incappare in qualche strato di neve (il bollettino nivo-meteo segnala a 1800 metri, sui versanti N  delle Carniche, dai 10 ai 40 cm ), per 10 cm chi se ne frega. 40 son più fastidiosi, specie su un pendio.

2) xè una cagadina! Meno di 600 m di dislivello (meno del Nanos!), la distanza è pure irrisoria e ci si “brucia” la ferrata che, con meno neve a Nord, potebbe essere l’unica attrattiva cavresca della gita in futuro…

Si potrebbe ovviare a questi contro salendo più a Sud verso Paularo (itinerario verde), facendosi tutta la cresta (il contrario di questo tragitto). Si eviterebbe il versante Nord ed il dislivello e la distanza aumenterebbero (più di 1000m) dando dignità alla gita. C’è anche da dire che potremmo sacrificare la non imprescindibile ferrata del zermula nel caso volessimo veramente far stare la gita in mezza giornata…

Altrimenti si cambia monte! CRETA DI AIP :

Sempre partendo dal Passo cason di Lanza si punta verso l’opposto versante: Creta di Aip. Un bell’anello tutto nel versante Sud. Comunque meno di 1000 m di dislivello ma l’itinerario almeno abbraccia una bella fetta di monte!(dovrebbe corrispondere più o meno a questo).

La Creta di Aip presenterebbe un livello intermedio tra il Chube ed il Chube +, in quanto prevede brevi passaggi attrezzati (non ferrate vere e proprie però!) mentre il Zermula è forse addirittura livello Chubino. In entrambi i casi è meglio dotarsi di ghette di riserva. Per la Creta di Aip un imbrago “de battaglia” va bene…

50° cavrada: che fare?

Dopo lo stillicidio di defezioni siam rimasti in pochetti ma non tutto è perduto, per domani 27 dicembre il meteo dà cielo sereno. Il Tinisa, prima scelta, lo escluderei. A parte il veto di qualcuno (…), la sua ascensione per cengette erbose spioventi e passaggi rocciosi in cresta potrebbe presentare qualche problema, perchè se la neve manca ben non manca el jazo! Anche l’ascensione per l’ombroso versante Nord non è il massimo per i reumi delle ormai senili cavrette!

La mia proposta:

Casere Pramosio ed (eventualmente) Creta di Timau:

Si sale fino a Casera Pramosio Bassa con l’auto (m. 1521) e da qui si percorre una carrareccia fino a Casera Pramosio Alta, affacciata sul lago glaciale di Avostanis (m. 1940). Fin qua il dislivello è inferiore al Monte Nevoso… volendo e/o potendo si può poi proseguire sulla Creta di Timau (m. 2217) via agevole sentiero (solo un cavetto prima della cima, tipo Nanos). Qui l’itinerario: per la vetta danno circa 3h e un dislivello di 730 m, però aggiungono una deviazione per il Passo Pramosio, ovviabile: Il dislivello dovrebbe quindi essere inferiore ai 700 per 2h e 30′, sempre se si fa la Cima. Qui il percorso in versione ciaspolada ma c’è poco da illudersi, la neve è molto inferiore e l’utilizzo della ciaspe forse superfluo persino per la vetta, ecco una Webcam sul Monte Zoufplan – quota 2000m a pochi km di distanza da Casera Pramosio – sono visibili le zolle d’erba attraverso il manto nevoso… in qualunque caso c’è un noleggio di ciaspe a Tolmezzo, appena usciti dall’autostrada, alla bisogna…
CARTINA:
imagebam.com

Veliki Risnjak – domani! (domenica 16-10-2011)

Dopo il “diktat osloviano” che impone alle Cavre di posticipare la fatidica cavrada n°50 fino al periodo natalizio non ci rimangono che “cagadine” dette anche “nuggets“… bocconcini fritti di cavra livello chubino in luogo delle spedizioni più degne del nostro alpin-masochistico nome.

Ecco allora la prima cagadina, decisa last minute ieri sera anche in ragione di un felice meteo previsto per domani (qui le webcam). Il Veliki Risnjak – vetta massima dell’omonimo parco nazionale (1528 m) – domina il selvaggio Gorski Kotar (riserva di orsi e linci!) affacciandosi sul Quarnero. Si tratta della seconda puntata cavresca in terra croata (dopo l’Učka del 6 febbraio u.s.) anche se poco distante dal confine sloveno: la cima è in fatti posta dirimpetto al Nevoso / Snežnik condividendone presumibilmente l’ambiente e le caratteristiche montane.

Si parte da Platak (1h e 1/2 di macchina da Trieste), spettrale stazione sciistica dispersa a nord di Fiume a quota 1111 m,  e dopo 3h e passa di saliscendi (che portano il dislivello a poco più di 600 m) si arriva in vetta, passando per un simpatico rifugetto messo sotto la cima. Giro di una certa lunghezza ma con poco dislivello. Hribi.net dà 3h e 30’… il CAI di Cervignano 3h, nel dubbio si può dirottare la salita al più vicino “Nevoso croato”, lo Snježnik, un pelo più basso del Veliki Risnjak (1505 m) e raggiungibile in solo un’ora.

Ritrovo domattina alle 7.30 – Via Brigata Casale incrocio Via Monte Sernio.

Veliki Risnjak map