REPORT Sopralluogo Casera Nauleni (semicavrada)

Casera Nauleni (1639m)

26 dicembre 2010

FEATURING SANDRIN, DIEGO, CHUBE & ERIKA

WEBCAM Sauris di sopra (1400m)

Quarto ed ultimo sopralluogo per capodanno, anche questo purtroppo ad esito negativo… ma cominciamo dall’inizio…

Dalla SS52, superata la poco ridente cittadina di Ampezzo, imbocchiamo la strada del Passo Pura con l’obiettivo di raggiungere il rifugio Tita Piaz, situato a 1417m per poi da lì prendere il sentiero che ci porterà alla nostra meta.

Fin dall’inizio un leggero strato di neve fresca ricopre il manto stradale, strato che a mano a mano salendo diventa sempre più consistente. Alla guida però, il nostro autista di fiducia, si dimostra abilissimo nel mantenere la calma e il piede fermissimo, il che ci consente di proseguire a velocità costante e di non scivolare su per gli impervi tornanti. Tranquilli e fiduciosi proseguiamo lungo il passo, fin tanto che non incrociamo una coppia indigena del posto che passeggia, con enorme pastore tedesco al seguito. Educatamente facciamo cenno di saluto, ma “el vecio selvadigo” ricambia dandoci dei “lazzaroniiiii!!”. Basiti da questa reazione, e colpiti nell’orgoglio di Cavre, ci domandiamo il perché di questo insulto gratuito…”non xè miga chiusa la strada..”si commenta in macchina. Lo strato di neve intanto si fa sempre più spesso, la strada inoltre è seminata da pietre e pietruzze che rendono difficile l’adesione dei pneumatici, e ad un certo punto siamo costretti a montare le catene ( accessorio a dir poco indispensabile da avere in bagagliaio quando si va in montagna nella stagione invernale …….). Intimoriti dall’arrivo del vecchio cerchiamo di fare più in fretta possibile, ripartiamo, ma di lì a poco neppure le catene possono di fronte a cotanta neve , quindi accostiamo e parcheggiamo il mezzo. Nel frattempo naturalmente arriva la coppia, e il vecchio ci informa che la strada in verità è chiusa in inverno per pericolo slavine. Peccato che nessuno di noi avesse notato alcun cartello però…vabbeh! Così, dopo la tradizionale foto di gruppo di inizio gita, iniziamo a camminare. L’entusiasmo purtroppo svanisce dopo una decina di minuti a causa di una slavina che interrompe il percorso. Cavra Diego però non si lascia intimorire, e decide di aggirarla risalendo il pendio del monte con l’agilità che lo contraddistingue e attraversandola in un punto un pò più pianeggiante. Gli altri tre componenti sono indecisi sul da farsi, c’è chi non si fida molto e chi è un pò intimorito… si decide così per separarsi: Cavra Diego e Cavra Chube proseguiranno fino alla casera, e ci si ritroverà al rifugio Tita Piaz che Cavra Sandro e Cavretta Erika raggiungeranno in macchina costeggiando il lago e prendendo il passo Pura dalla parte di Sauris.

Data la brevità del percorso in macchina, ( e data la chiusura del rifugio che non avrebbe permesso di fermarsi a poltrire come avevano prospettato di fare… ) le due Cavre decidono di raggiungere i compagni lungo il sentiero, sentiero che fin dall’inizio si presenta per niente agevole. La neve alta fa sprofondare ogni due passi e in alcuni punti arriva fino all’altezza linguine. Ma i nostri eroi non si scoraggiano e con l’entusiasmo e l’allegria tipici ( del tutto apparenti…) foto intraprendono la camminata, aiutati un pochino dalle orme lasciate dagli amici. Lentamente quindi si risale il percorso nel bosco, tra ostacoli, cadute e imprecazioni…si scopre che gli altri hanno raggiunto la meta e si decide di fare lo stesso (non pensando che gli altri due sarebbero potuti morire ibernati nel frattempo aspettandoli…). Finalmente la boscaglia si dirada e si apre il pianoro dove spunta casera Nauleni. Pianeggiante si, ma non per questo di più facile attraversamento….la neve qui è ancora più abbondante data l’assenza di alberi. Ma sollevati nel vedere la meta, ci si affretta per ricongiungersi alle due cavre. Qui si passa mezz’oretta riposando, con merenda natalizia a base di tartine di salmone, thè caldo ( con tanto zucchero… ),e l’immancabile cioccolata per la felicità della cavretta!

L’ambiente si rivela perfetto per le esigenze “capodannesche”: non troppo grande, non troppo piccolo, con caminetto, tavolo, panche e dispensa disposti in una maniera abbastanza funzionale .Una piccola scala porta ad un soppalco, che può ospitare tre, forse quattro persone su delle reti. ( Si nota anche qui la presenza di losche presenze mascherate….vedremo il da farsi, sarà meglio eliminarle…). Scattata la foto di gruppo, lasciati i nostri commenti ( molto personalizzati alla maniera cavresca…) sul quaderno della casera , il sole basso ci avvisa che è l’ora di ripartire. Riposati e rifocillati (e qualcuno anche rinco… ) riattraversiamo il pianoro, notando che la temperatura si è abbassata dalla consistenza più compatta della neve che impedisce almeno in parte gli sprofondamenti. Gaiamente scendiamo lungo il sentiero, e i giochi infantili di alcuni componenti ci accompagnano tutto il tempo…lanci di palle di neve, palle di ghiaccio e scassamenti de balle…ops!pardon, di alberi per far cadere la neve addosso al malcapitato….qualche foto ricordo che fa sempre ben e, passata circa un’oretta, il sentiero giunge alla fine.

Contenti e soddisfatti arriviamo alla macchina, le ultime foto sono d’obbligo, riscaldiamo il motore (aiutati dai caprioli…..), riscaldamento a palla ( che concilia il sonno ) e via verso casa!

P.S.: Mi scuso se la qualità della scrittura non è brillante e ricca come quella della cavra Lorenz a cui siete abituati solitamente….è il mio primo report…siate clementi nei commenti! 😉

7 Responses to REPORT Sopralluogo Casera Nauleni (semicavrada)

  1. lorenzo says:

    grande Erikuccia! Go fatto alcune modifiche e aggiunte formali per adattarlo a standard cavreschi

  2. SANDRIN says:

    grazie della definizione “autista di fiducia”…bellissima!!

    me son fatto + de qualche ridada leggendolo!!…

  3. Erikina says:

    Grazie Lorenz per il ritocco al titolo e l’aggiunta della cartina! 😉

  4. lorenzo says:

    ehm, l’album fotografico te lo devi render pubblico però

  5. Erikina says:

    dovessimo esserghe….

  6. bubez says:

    bel resoconto erikina,go visto anche le foto!per i commenti sulla difficoltà del sentiero ne riparlemo tra un paio de giorni!! 🙂

  7. Pingback: Casera Pasquale « La Voce delle Cavre

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