Giro del Sasso della Croce

E infine un livello Chube (nonostante qualche passaggio attrezzato semplice). Siamo in Val Badia, zona fighetta, ma il lunare parco di Fanes-Sennes-Braies costituisce una felice parentesi selvaggia fra vallate devastate da piste, hotels e skilift… Il Sasso della Croce o Kreuzkofel o Sas dla Crusc, per capirsi, è la lunga bastionata che si rimira tutto il tempo sulla sinistra percorrendo la SellaRonda da Corvara ad Arabba in senso orario…

L’itinerario è un anello che si può incominciare sostanzialmente in due punti: partendo dall’Ospizio della Croce, comodamente raggiungibile in seggiovia da Pedraces, oppure dai dintorni della frazione di Spëscia di La Valle / Wengen. A scopo indicativo per calcolare i tempi useremo la prima opzione.

1° GIORNO: Partendo dall’ospizio della Croce (2045m) si prosegue per il segnavie n. 16 scendendo fino a quota 1680 (vicino Spëscia, che come abbiamo detto è il punto di partenza alternativo), dopodichè si risale per il sentiero n. 13 fino al Passo di S. Antonio (2466m) per poi ridiscendere infine al Rifugio Lavarella (2042m). 3 ore e 1/4 secondo Enrosadira.it per meno di 450m di dislivello.

2° GIORNO: Lasciato il Rif. Lavarella si risale l’altipiano del Sasso della Croce o per il sentiero 7 (più alto) o per il 12 (più basso e tranquillo), arrivando comunque con il 7 alla Forcella della Croce (2612m) e lungo la cresta Sud-Ovest si risale fino alla Cima Dieci (3023m), vetta massima dell’escursione (4 ore fin qui). Per il ritorno all’Ospizio della Croce lungo il sentiero n. 7 (con tratti attrezzati) calcolare ancora 3 orette o 2 ore e e 1/2 a seconda del passo…

METEO

WEBCAM

MAPPA:

imagebam.com

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3 Responses to Giro del Sasso della Croce

  1. baidus says:

    bel sto giro,da proporlo secondo mi come gita collettiva per el maggior numero de cavre,tipo “gita de fine corso”!!

  2. lorenzo says:

    “Da quando gli arrampicatori hanno scoperto le magnifiche placche al Sole che l’attiguo Sasso delle Nove espone verso l’altopiano di Fanes, anche il Sasso delle Dieci ha riguadagnato considerazione. Non perchè vi sia particolarmente da scalare, ma perchè l’insieme della sua via normale, con partenza dall’abbazia sulla quale incombe la muraglia del Ciaval, permette di scoprire via via sempre nuovi aspetti del percorso. La muraglia che pare insuperabile si supera invece con un buon sentiero, sbucare sull’altipiano è come aprirsi su un mondo nuovo, percorrere l’esposta cresta terminale con le vedute a picco procura l’emozione di trovarsi come fra terra e cielo, e in un certo senso è anche vero”
    Gino Buscaini – Silvia Metzeltin, Il grande libro delle vie normali

  3. Pingback: WE 2-3 luglio 2011 – Alta Badia « La Voce delle Cavre

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